Barra, 'lo smartphone è un'arma, i nostri figli vanno istruiti per usarlo bene'

Il pedagogista Barra lancia l'allarme: "Lo smartphone è un'arma, serve educazione all'uso. Gli adulti sono un pessimo esempio".

Il pedagogista Barra lancia l'allarme: "Lo smartphone è un'arma, serve educazione all'uso. Gli adulti sono un pessimo esempio". | Contesto: cronaca

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  • Barra, 'lo smartphone è un'arma, i nostri figli vanno istruiti per usarlo bene'

Contesto

«Lo smartphone è un'arma e i nostri figli vanno istruiti per usarlo bene». È l’allarme lanciato dal pedagogista Alfio Barra, che punta il dito contro il comportamento degli adulti, definito «un pessimo esempio». Secondo l’esperto, la responsabilità di guidare i più giovani in un utilizzo consapevole e sicuro dei dispositivi digitali ricade interamente sulle spalle delle famiglie e degli educatori, i quali devono prima di tutto interrogarsi sulle proprie abitudini. La riflessione arriva in un momento di acceso dibattito nazionale sui rischi della dipendenza tecnologica e sulla necessità di un'educazione digitale strutturata, a partire dalle mura domestiche. Barra non usa mezzi termini nel paragonare lo strumento tecnologico più diffuso a un’arma, sottolineandone il potenziale dannoso se maneggiato senza le opportune cautele. La metafora scelta vuole scuotere le coscienze e superare la percezione comune del telefono come semplice oggetto di intrattenimento o comunicazione. Il pedagogista evidenzia come, dietro lo schermo, si celino dinamiche complesse che possono influenzare profondamente lo sviluppo emotivo, relazionale e cognitivo di bambini e adolescenti, esponendoli a rischi come il cyberbullismo, la dispersione di dati personali e la distorsione della realtà. Il cuore della critica è rivolto al mondo adulto. «Gli adulti sono un pessimo esempio», afferma Barra, denunciando una contraddizione di fondo. Spesso sono proprio i genitori i primi a essere costantemente connessi, a utilizzare il telefono a tavola, durante le conversazioni o in altri momenti di vita familiare, trasmettendo implicitamente l’idea che sia un’estensione naturale e prioritaria della persona. Questo comportamento rende vano qualsiasi tentativo di imporre regole ai figli, minando alla base il principio dell’educazione per imitazione e dell’autorevolezza. La soluzione proposta da Barra non è il divieto assoluto, riconoscendo l’ormai inscindibile intreccio tra vita reale e digitale, ma un percorso di istruzione attiva. «Devono dare delle regole», insiste l’esperto. Ciò significa stabilire limiti chiari sul tempo di utilizzo, sui momenti in cui il telefono è bandito (come durante i pasti o...

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Categoria: cronaca