Con l'eccesso di peso, il 60% in più di rischi per il cuore

L'obesità aumenta del 60% il rischio di malattie cardiovascolari anche in chi ha valori ematici nella norma, avverte la Società Italiana dell'Obesità.

L'obesità aumenta del 60% il rischio di malattie cardiovascolari anche in chi ha valori ematici nella norma, avverte la Società Italiana dell'Obesità. | Contesto: cronaca

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  • Con l'eccesso di peso, il 60% in più di rischi per il cuore

Contesto

Un quadro clinico perfetto, con analisi del sangue che rientrano nei parametri di normalità, non è una garanzia di protezione dalle malattie cardiovascolari per le persone con eccesso di peso. A lanciare l'allarme è la Società Italiana dell'Obesità (SIO), che sottolinea come l'obesità stessa rappresenti un fattore di rischio indipendente, capace di aumentare del 60% la probabilità di sviluppare patologie cardiache e circolatorie anche in assenza di altri indicatori tradizionalmente monitorati, come ipercolesterolemia, ipertensione o glicemia alta. Il messaggio degli specialisti è chiaro e intende sfatare un pericoloso luogo comune: credere che, finché i valori ematici sono buoni, il peso in eccesso sia un problema meramente estetico o un fattore di rischio di secondo piano. La realtà scientifica, invece, dimostra che il tessuto adiposo, soprattutto quello addominale, non è un deposito inerte. È metabolicamente attivo e produce sostanze infiammatorie e ormonali che, nel tempo, danneggiano i vasi sanguigni, favoriscono l'aterosclerosi e sovraccaricano il cuore, indipendentemente dai livelli di colesterolo rilevati in un singolo esame. Questo meccanismo spiega perché individui in sovrappeso od obesi, pur presentando delle 'analisi perfette' al momento del controllo, possano comunque andare incontro a eventi cardiovascolari acuti come infarti o ictus. L'obesità agisce come un fattore di rischio silente ma costante, che erode la salute cardiovascolare attraverso vie multiple e complesse, tra cui l'infiammazione cronica di basso grado e l'insulino-resistenza, condizioni che spesso non emergono immediatamente dai comuni esami di routine. L'avvertimento della SIO ha un'implicazione cruciale per la pratica clinica e la prevenzione. Indica la necessità di un cambio di paradigma nell'approccio al paziente con eccesso ponderale. Non basta più monitorare i singoli parametri metabolici; il peso corporeo e, ancor più, la circonferenza vita devono essere considerati indicatori primari di salute, al pari della pressione arteriosa. La valutazione del rischio cardiovascolare non può prescindere da una diagnosi accurata dello stato ponderale e da un'azione terapeutica mirata alla...

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Categoria: cronaca