'David Bowie, mio fratello', l'artista attraverso lo sguardo del fratello Terry Burns

A Torino, una mostra intima racconta David Bowie attraverso gli occhi e i ricordi del fratello maggiore Terry Burns, figura cruciale e tragica.

A Torino, una mostra intima racconta David Bowie attraverso gli occhi e i ricordi del fratello maggiore Terry Burns, figura cruciale e tragica. | Contesto: cronaca

Punti chiave

  • 'David Bowie, mio fratello', l'artista attraverso lo sguardo del fratello Terry Burns

Contesto

Torino ospita, fino al 12 luglio presso la Musa Art Gallery, un percorso espositivo unico e personale dedicato a David Bowie. Il fulcro della mostra, intitolata 'David Bowie, mio fratello', non è costituito dai memorabilia di scena o dalle iconiche fotografie di performance, ma dallo sguardo privato e familiare di Terry Burns, il fratellastro maggiore dell'artista. L'esposizione si propone di attraversare la vita e la carriera del Duca Bianco attraverso le memorie, le influenze e il rapporto complesso con una figura che la critica e i biografi riconoscono come fondamentale, eppure spesso rimasta in ombra. Terry Burns, nato nel 1937, fu per il giovane David Jones una presenza formativa. Fu lui a introdurre il futuro Bowie al jazz di Charles Mingus e John Coltrane, alla letteratura beat di Jack Kerouac e Allen Ginsberg, e a quel mondo controculturale che avrebbe profondamente plasmato l'immaginario dell'artista. La mostra torinese cerca di ricostruire proprio questo canale di trasmissione culturale, evidenziando come molti dei temi e delle ossessioni che popolarono l'opera di Bowie – dalla fragilità della mente alla ricerca di identità alternative – abbiano una radice profonda nel dialogo e nella condivisione con Terry. Il rapporto, però, fu segnato da un tragico destino. Terry Burns soffriva di schizofrenia e trascorse gran parte della sua vita tra istituti psichiatrici, incluso il famigerato Cane Hill Hospital. La sua condizione ebbe un impatto profondo e duraturo su David Bowie, che più volte ha citato la paura di ereditare la stessa malattia mentale come uno dei demoni che hanno alimentato la sua creatività e le sue metamorfosi. Canzoni come 'The Bewlay Brothers' e 'All the Madmen' sono espliciti tributi e riflessioni su quel legame e su quel dolore. La mostra alla Musa Art Gallery non elude questo aspetto, anzi, lo pone come centrale per comprendere la dualità di un genio artistico sempre in fuga da sé stesso. L'esposizione si sviluppa come un racconto per immagini, documenti e suggestioni sonore, cercando di far emergere la voce di Terry. Attraverso fotografie di famiglia, annotazioni e una selezione musicale curata, il visitatore è invitato a ripercorrere...

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Categoria: cronaca