Giorgetti evoca la recessione, il governo insiste sulla sospensione del Patto
Il Ministro dell'Economia lancia l'allarme sulla crescita, mentre l'esecutivo preme per una pausa nelle regole di bilancio europee.
Il Ministro dell'Economia lancia l'allarme sulla crescita, mentre l'esecutivo preme per una pausa nelle regole di bilancio europee. | Contesto: cronaca
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Contesto
Il Ministro dell'Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, ha evocato pubblicamente il rischio di una recessione per l'economia italiana, in un intervento che ha immediatamente riacceso il dibattito sulla direzione di politica economica del Paese. La dichiarazione arriva in un momento cruciale, mentre il governo guidato da Giorgia Meloni insiste con Bruxelles per ottenere una sospensione del Patto di Stabilità e Crescita, il quadro di regole di bilancio europee. La posizione dell'esecutivo sembra trovare nuova linfa proprio nelle preoccupazioni sollevate dal titolare del MEF, che lega la richiesta di flessibilità alla necessità di fronteggiare un contesto economico in netto peggioramento. Il Patto di Stabilità, i cui parametri sono attualmente in fase di revisione, rappresenta da anni un punto di frizione tra Roma e le istituzioni comunitarie. La richiesta italiana di una sua sospensione non è nuova, ma acquisisce un peso diverso quando a sostenerla è un'allerta ufficiale sulla contrazione del Pil. Giorgetti, figura tradizionalmente considerata più prudente e europeista all'interno della compagine governativa, ha dunque inasprito i toni, allineandosi a una linea dura che chiede alla Commissione Europea di riconoscere le eccezionali circostanze economiche. La mossa è interpretata come un tentativo di costruire una solida giustificazione tecnica per una manovra di bilancio più espansiva. Parallelamente al fronte economico, il governo è alle prese con la definizione dell'assetto interno. La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, spinge per chiudere rapidamente la questione della nomina dei sottosegretari, un passaggio chiave per completare la macchina amministrativa dell'esecutivo. Tra i nodi da sciogliere c'è la collocazione di importanti figure di partito. In questo contesto, emerge con forza il nome di Raffaele Costa come soluzione per la guida del gruppo parlamentare di Forza Italia alla Camera. L'ex ministro, esperto e navigato parlamentare, sarebbe visto come un elemento di equilibrio e di garanzia per il partito di Silvio Berlusconi all'interno della coalizione di maggioranza. La simultaneità tra l'allarme recessione e le trattative per le nomine...
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Categoria: cronaca