Il 40% di chi rinnova la carta d'identità non sa che potrà dare consenso alla donazione d'organi

Quattro rinnovatori su dieci ignorano la possibilità di dichiararsi donatori, mentre la maggioranza dei rifiuti avviene all'ultimo minuto.

Quattro rinnovatori su dieci ignorano la possibilità di dichiararsi donatori, mentre la maggioranza dei rifiuti avviene all'ultimo minuto. | Contesto: cronaca

Punti chiave

  • Il 40% di chi rinnova la carta d'identità non sa che potrà dare consenso alla donazione d'organi

Contesto

Quattro cittadini su dieci che si recano negli uffici comunali per il rinnovo della carta d'identità elettronica non sono a conoscenza della possibilità di esprimere, contestualmente, la propria volontà in materia di donazione degli organi. I dati, diffusi dal Centro Nazionale Trapianti (Cnt), rivelano un preoccupante vuoto informativo che rischia di compromettere le già esigue adesioni al sistema. La procedura, attiva da anni, consente di registrare la scelta – assenso, diniego o delega ai familiari – direttamente sul microchip del documento, creando un registro di volontà certo e immediatamente consultabile. L’aspetto più critico emerso dall’analisi del Cnt riguarda il momento della decisione. Il 58% delle persone che hanno risposto ‘no’ alla donazione ha preso questa decisione direttamente allo sportello, al momento della richiesta da parte dell’operatore comunale. Si tratta di una scelta estemporanea, presa spesso senza una precedente riflessione o un adeguato confronto con le informazioni scientifiche e etiche sul tema. Questo dato suggerisce che la domanda, posta in un contesto amministrativo e burocratico, viene percepita come un’incombenza da sbrigare rapidamente, piuttosto che come un’opportunità per una scelta consapevole di grande impatto sociale. Il sistema del consenso presunto, o ‘silenzio-assenso’, non è mai stato introdotto in Italia, dove vige il principio della dichiarazione esplicita di volontà. In questo quadro, la carta d’identità elettronica rappresenta uno strumento cruciale per raccogliere dichiarazioni chiare e opponibili ai terzi, superando l’attuale sistema basato sulle dichiarazioni verbali ai familiari o sulle carte portate in tasca, spesso inefficaci in situazioni di emergenza. Tuttavia, la sua potenzialità è vanificata se i cittadini non sanno di poterla utilizzare o se vengono colti impreparati. La lacuna informativa evidenziata dal Cnt chiama in causa direttamente le amministrazioni locali e il personale degli uffici anagrafe. Se da un lato è necessario che gli operatori siano formati per porre la domanda in modo corretto e neutrale, dall’altro emerge l’urgenza di campagne di comunicazione preemptive. I cittadini dovrebbero...

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Categoria: cronaca