Il giorno dei colloqui Usa-Iran. Israele: 'Non discuteremo di tregua con Hezbollah'

Mentre Washington e Teheran si preparano a dialogare, Israele esclude trattative con Hezbollah, in un quadro regionale teso.

Mentre Washington e Teheran si preparano a dialogare, Israele esclude trattative con Hezbollah, in un quadro regionale teso. | Contesto: cronaca

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  • Il giorno dei colloqui Usa-Iran. Israele: 'Non discuteremo di tregua con Hezbollah'

Contesto

In un quadro di estrema tensione regionale, gli Stati Uniti e l'Iran si apprestano a intavolare colloqui diretti, mentre il presidente americano Donald Trump ha rinnovato i suoi attacchi verbali a Teheran per lo stallo nello Stretto di Hormuz. Parallelamente, Israele ha chiuso con nettezza la porta a qualsiasi discussione su una tregua con il movimento sciita libanese Hezbollah, definendo l'organizzazione un «braccio operativo» di Teheran. L'annuncio dei colloqui bilaterali, un evento raro negli ultimi anni di profonda ostilità, arriva in un momento critico, segnato da incidenti navali, attacchi a petroliere e l'abbattimento di un drone americano da parte iraniana. La posizione israeliana, espressa da un alto funzionario del ministero della Difesa, rappresenta un chiaro monito e delinea un fronte di opposizione alla possibile distensione tra Washington e Teheran. Gerusalemme considera qualsiasi alleggerimento della pressione sull'Iran, o sui suoi proxy regionali, come una minaccia diretta alla sua sicurezza nazionale. Hezbollah, finanziato, addestrato e armato dalla Repubblica Islamica, possiede un arsenale di missili e razzi stimato in oltre centomila unità, puntati verso il territorio israeliano. Per Israele, non vi è spazio per una de-escalation separata sul fronte settentrionale mentre il patrono dell'organizzazione, l'Iran, è al centro della trattativa. Dall'altra parte, anche Teheran ha fissato i suoi paletti in vista dell'incontro. Le autorità iraniane hanno ribadito che non accetteranno alcun negoziato sotto la minaccia delle sanzioni, chiedendo una rimozione preliminare delle restrizioni economiche che stanno strangolando l'economia del paese. La strategia iraniana sembra oscillare tra la dimostrazione di forza militare asimmetrica – come dimostrano gli episodi nello Stretto di Hormuz e il supporto a milizie in Iraq, Siria e Yemen – e l'apertura diplomatica, nella speranza di ottenere un qualche sollievo dalla pressione americana in cambio di concessioni sul suo programma nucleare e missilistico. Le dichiarazioni di Trump, che ha accusato l'Iran di essere il principale istigatore dell'instabilità nella regione e di voler «dominare» il Medio Oriente,...

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Categoria: cronaca