Il Pil scende allo 0,6% nel 2026 e nel 2027, sale il deficit. Giorgetti: 'Stime andranno riviste'

Il governo approva il Documento di finanza pubblica: Pil in frenata allo 0,6% nel biennio 2026-2027, deficit in aumento. Il ministro Giorgetti annuncia revisioni.

Il governo approva il Documento di finanza pubblica: Pil in frenata allo 0,6% nel biennio 2026-2027, deficit in aumento. Il ministro Giorgetti annuncia revisioni. | Contesto: cronaca

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  • Il Pil scende allo 0,6% nel 2026 e nel 2027, sale il deficit. Giorgetti: 'Stime andranno riviste'

Contesto

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il Documento di Economia e Finanza (DEF), il quadro programmatico che delinea la traiettoria dei conti pubblici. I dati più significativi rivelano una brusca frenata della crescita economica, con il Prodotto Interno Lordo che scende allo 0,6% sia per il 2026 che per il 2027. Contemporaneamente, il quadro fiscale prevede un aumento del deficit pubblico. Il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, intervenendo a margine dell'approvazione, ha dichiarato che le stime contenute nel documento "andranno riviste", lasciando intendere una possibile correzione al rialzo delle prospettive di crescita in sede di successiva presentazione della Nota di Aggiornamento al DEF. Le previsioni contenute nel DEF dipingono un quadro macroeconomico complesso e sfidante per la seconda metà del decennio. La crescita allo 0,6% per due anni consecutivi segnerebbe un marcato rallentamento rispetto alle attese, collocando l'Italia su un sentiero di stagnazione. Questo scenario a bassa crescita si riflette inevitabilmente sui conti dello Stato, con l'indicatore del deficit che, secondo le proiezioni, è destinato a salire. La combinazione di Pil fermo e squilibri di bilancio in peggioramento delinea una fase di vulnerabilità per la finanza pubblica, in un contesto europeo che richiede un percorso di consolidamento dopo le deroghe concesse durante la pandemia. L'annuncio del ministro Giorgetti sulla necessità di rivedere le stime introduce un elemento di dinamismo politico nella fredda contabilità dei numeri. La dichiarazione suggerisce che il governo non ritenga definitive queste proiezioni e stia già lavorando a un aggiustamento del quadro, probabilmente in coordinamento con le previsioni di Bruxelles. Tale revisione potrebbe essere orientata a incorporare gli effetti di future manovre economiche o a cogliere segnali di ripresa non ancora pienamente valutabili. Tuttavia, l'ammissione stessa di una proiezione così modesta costituisce un potente segnale di allarme sulle condizioni strutturali dell'economia nazionale. Un altro nodo cruciale sollevato dal ministro riguarda la spesa per la difesa. Giorgetti ha infatti anticipato che "a breve" vi saranno...

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Categoria: cronaca