Il sogno di Giulia, nel pozzo di San Patrizio senza camminare

Giulia, 24 anni, affetta da una malattia neurodegenerativa, realizza il sogno di scendere e risalire i 248 gradini del Pozzo di San Patrizio a Orvieto, senza mai camminare.

Giulia, 24 anni, affetta da una malattia neurodegenerativa, realizza il sogno di scendere e risalire i 248 gradini del Pozzo di San Patrizio a Orvieto, senza mai camminare. | Contesto: cronaca

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  • Il sogno di Giulia, nel pozzo di San Patrizio senza camminare

Contesto

ORVIETO. Un sogno lungo 248 gradini, compiuto senza mai poggiare un piede a terra. Giulia, una ragazza di 24 anni affetta da una malattia neurodegenerativa, ha realizzato la sua impresa più attesa: scendere e risalire l’intero percorso del Pozzo di San Patrizio, a Orvieto, accompagnata solo dalla forza di volontà e dall’aiuto di chi le è stato accanto. «È stato uno dei viaggi più belli che potessi immaginare», ha raccontato al termine della discesa, con gli occhi ancora pieni di meraviglia. Il Pozzo di San Patrizio, capolavoro di ingegneria rinascimentale voluto da papa Clemente VII, è famoso per i suoi 248 gradini che si snodano in una doppia elica, permettendo la discesa e la risalita senza incrociare mai il flusso opposto. Un’architettura pensata per i cavalli e i carri, ma che per Giulia ha rappresentato una sfida ben diversa. La ragazza, che si muove abitualmente in sedia a rotelle, ha deciso di affrontare il percorso con l’ausilio di un particolare dispositivo che le ha consentito di scendere e risalire ogni singolo scalino, senza mai camminare. L’impresa è stata resa possibile grazie alla collaborazione tra la famiglia di Giulia e il personale del sito museale, che ha messo a disposizione le proprie competenze per garantire la massima sicurezza. «Non è stato semplice – ha spiegato un accompagnatore – ma la determinazione di Giulia ha fatto la differenza. Ogni scalino era una vittoria». La notizia si è diffusa rapidamente sui social, raccogliendo messaggi di incoraggiamento e ammirazione da tutta Italia. Giulia non è nuova a sfide di questo tipo. Già in passato aveva manifestato il desiderio di visitare luoghi considerati inaccessibili per chi ha difficoltà motorie, spinta dalla voglia di dimostrare che i limiti fisici non devono diventare barriere insormontabili. «Quando ho visto le foto del pozzo, ho pensato: “Voglio vederlo con i miei occhi, toccare quelle pietre” – ha raccontato –. Il fatto che fosse così profondo e antico mi affascinava». Il Pozzo di San Patrizio, scavato tra il 1527 e il 1537 per garantire l’approvvigionamento idrico in caso di assedio, è uno dei monumenti più visitati dell’Umbria. Ogni anno attira decine di migliaia di turisti, ma...

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Categoria: cronaca