Inquinanti 'eterni' anche in Patagonia, trovati grazie ai pinguini
I pinguini della Patagonia rivelano la presenza di Pfas, inquinanti persistenti, in un ecosistema considerato remoto e incontaminato.
I pinguini della Patagonia rivelano la presenza di Pfas, inquinanti persistenti, in un ecosistema considerato remoto e incontaminato. | Contesto: cronaca
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- Inquinanti 'eterni' anche in Patagonia, trovati grazie ai pinguini
Contesto
Uno studio condotto in Patagonia ha rivelato la presenza di sostanze perfluoroalchiliche (Pfas), i cosiddetti inquinanti 'eterni', nell'ambiente, utilizzando un metodo di monitoraggio innovativo che ha visto i pinguini come sentinelle. La ricerca, i cui risultati sono stati recentemente pubblicati, si è basata sull'applicazione di speciali braccialetti alle zampe di questi uccelli marini. L'analisi dei campioni raccolti ha mostrato che il 90% di questi dispositivi ha rilevato tracce di Pfas, dimostrando una contaminazione diffusa in un'area geografica vasta e considerata tra le più remote e incontaminate del pianeta. I Pfas sono una famiglia di migliaia di composti chimici sintetici, noti per la loro estrema persistenza nell'ambiente e negli organismi viventi, da cui l'appellativo di 'eterni'. Utilizzati per decenni in una vasta gamma di prodotti industriali e di consumo per le loro proprietà idrorepellenti e antiaderenti, questi composti sono ormai onnipresenti a livello globale. La loro capacità di accumularsi nei tessuti e di viaggiare per lunghe distanze attraverso l'atmosfera e le correnti oceaniche li ha resi un problema ambientale di portata planetaria, non più confinabile alle sole aree industrializzate. La scelta dei pinguini come bioindicatori non è casuale. Questi animali, che si trovano in cima alla catena alimentare marina nella regione, sono esposti agli inquinanti attraverso la dieta, accumulandoli nei propri tessuti. I braccialetti applicati alle zampe, realizzati con materiali in grado di assorbire i contaminanti dall'acqua e dall'ambiente circostante, hanno permesso di campionare in modo non invasivo l'esposizione degli animali e, di riflesso, lo stato di salute dell'ecosistema. Il tasso di rilevamento del 90% indica una penetrazione sistemica di queste sostanze, suggerendo che il trasporto atmosferico e oceanico a lunga distanza sia il principale vettore di contaminazione per la Patagonia. La scoperta ha profonde implicazioni per la conservazione e la percezione della purezza ambientale delle regioni polari e subpolari. La Patagonia, con i suoi ghiacciai, le sue acque fredde e la fauna iconica, è spesso ritratta come uno degli ultimi baluardi...
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Categoria: cronaca