Medio Oriente, l'ira di Trump su Hormuz. Vance: 'Non prendeteci in giro'

L'ex presidente americano minaccia azioni militari per il controllo del traffico marittimo, mentre Teheran prova a distendere le tensioni regionali.

L'ex presidente americano minaccia azioni militari per il controllo del traffico marittimo, mentre Teheran prova a distendere le tensioni regionali. | Contesto: cronaca

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Contesto

Nuove e gravi minacce di intervento militare degli Stati Uniti si addensano sullo strategico Stretto di Hormuz, principale via di transito per il petrolio mondiale. L’ex presidente Donald Trump, in dichiarazioni diffuse sui social media, ha espresso la sua rabbia per la gestione del traffico marittimo nell’area, promettendo una risposta dura e immediata in caso di sua rielezione. Il senatore repubblicano J.D. Vance, suo stretto alleato, ha rincarato la dose avvertendo le potenze regionali: "Non prendeteci in giro". Le parole arrivano in un momento di estrema tensione, mentre sullo sfondo rimane irrisolto anche il delicato nodo dei pedaggi di transito imposti da alcuni Paesi, una questione economica che si intreccia con la sicurezza. Lo Stretto di Hormuz, stretto braccio di mare tra Iran e Oman, rappresenta un vero e proprio collo di bottiglia per l'energia globale. Attraverso di esso transita circa un quinto del petrolio consumato nel mondo, rendendolo un punto geopolitico di importanza cruciale e storicamente conteso. Qualsiana minaccia di interruzione del flusso, sia essa militare o legata a dispute sui diritti di passaggio, ha immediate ripercussioni sui mercati internazionali e sulle strategie di sicurezza delle grandi potenze. La postura aggressiva annunciata da Trump riaccende i timori di una nuova, pericolosa escalation in una regione già instabile. Parallelamente, dalla parte opposta del Medio Oriente, si registra un tentativo di de-escalation promosso dalla Repubblica Islamica dell'Iran. Fonti diplomatiche riferiscono che Teheran sta esercitando pressioni per ottenere una tregua nel conflitto in Libano, dove le tensioni al confine settentrionale con Israele sono cresciute esponenzialmente nelle ultime settimane. L’Iran, principale sostenitore del gruppo Hezbollah, sembra quindi muoversi su un doppio binario: da un lato è il bersaglio diretto delle minacce statunitensi nel Golfo Persico, dall'altro si propone come attore capace di calmare le acque in un altro teatro di crisi. La situazione in Libano rimane infatti esplosiva. Le schermaglie tra Hezbollah e le Forze di Difesa Israeliane (IDF) lungo la Linea Blu, il confine de facto, si sono intensificate,...

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Categoria: cronaca