Medio Oriente, l'Iran: 'Hormuz è completamente aperto'. Trump: 'Il nostro blocco resta in vigore'
Teheran dichiara lo stretto di Hormuz aperto, ma Washington mantiene il blocco navale. Il petrolio scende mentre si profilano nuovi colloqui.
Teheran dichiara lo stretto di Hormuz aperto, ma Washington mantiene il blocco navale. Il petrolio scende mentre si profilano nuovi colloqui. | Contesto: cronaca
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- Medio Oriente, l'Iran: 'Hormuz è completamente aperto'. Trump: 'Il nostro blocco resta in vigore'
Contesto
In una dichiarazione che segue di poche ore l’annuncio di una tregua nel conflitto libanese, l’Iran ha affermato che lo stretto di Hormuz, via d’acqua cruciale per il transito del greggio mondiale, è "completamente aperto". La mossa di Teheran, che non ha fornito ulteriori dettagli operativi, arriva in risposta diretta alla decisione dell’amministrazione statunitense di mantenere in vigore il proprio blocco navale nell’area. Il presidente Donald Trump ha infatti ribadito la posizione di Washington, creando un apparente stallo tra le due dichiarazioni. L’annuncio iraniano sembra voler rassicurare i mercati energetici globali sulla libertà di navigazione, una questione di stabilità economica internazionale, mentre quello americano conferma la linea di massima pressione sul regime degli Ayatollah. Lo scenario si inserisce in un contesto diplomatico in rapida evoluzione. Secondo quanto riportato dal sito di notizie Axios, nuovi colloqui tra le parti sarebbero probabili già domenica. Fonti vicine alle trattative suggeriscono che gli Stati Uniti starebbero valutando la proposta di un accordo che prevederebbe uno sblocco di fondi per un valore di circa 20 miliardi di dollari in cambio di significative limitazioni al programma di arricchimento dell’uranio da parte dell’Iran. Se confermata, questa ipotesi segnerebbe un tentativo concreto di sbloccare la situazione dopo anni di tensioni e di accordi falliti. La posta in gioco è altissima. Lo stretto di Hormuz è un collo di bottiglia strategico attraverso il quale transita circa un quinto del petrolio consumato globalmente ogni giorno. Qualsiasi minaccia alla sua percorribilità, o anche solo dichiarazioni contrastanti sulla sua sicurezza, ha immediate ripercussioni sui prezzi dell’energia e sulla stabilità finanziaria mondiale. Per decenni, la libertà di navigazione in quell’area è stata garantita da un delicato equilibrio di forze, recentemente messo in crisi dagli attacchi a petroliere, dalle rappresaglie e dall’inasprirsi della cosiddetta 'massima pressione' americana. Le reazioni dei mercati non si sono fatte attendere. In seguito alle dichiarazioni di Teheran, il prezzo del petrolio ha registrato un calo...
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Categoria: cronaca