Medio Oriente, media Iran: 'Senza accordo con gli Usa la situazione a Hormuz non cambia'. Nuovi colloqui lontani -LIVEBLOG

Stallo nucleare tra Iran e Usa, Teheran minimizza: 'Nessuna fretta per nuovi colloqui'. La tensione sullo Stretto di Hormuz resta alta.

Stallo nucleare tra Iran e Usa, Teheran minimizza: 'Nessuna fretta per nuovi colloqui'. La tensione sullo Stretto di Hormuz resta alta. | Contesto: cronaca

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Contesto

I negoziati diretti tra Iran e Stati Uniti, tenutisi a Islamabad, si sono conclusi senza alcun progresso. Il Segretario di Stato americano, Michael Vance, ha dichiarato che da Teheran non è arrivato "nessun impegno" sul dossier nucleare. Fonti iraniane hanno immediatamente respinto le accuse, definendo le richieste statunitensi "irragionevoli" e affermando che "non c'è fretta" per organizzare un nuovo round di colloqui. Lo stallo diplomatico lascia irrisolte le profonde divergenze sul programma atomico della Repubblica Islamica e mantiene alta l'incertezza sulla sicurezza regionale, in particolare nello strategico Stretto di Hormuz. La posizione iraniana, comunicata attraverso i suoi media ufficiali, è stata netta e senza aperture. Un portavoce del ministero degli Esteri ha ribadito che la situazione nello Stretto di Hormuz, via di transito cruciale per circa un quinto del petrolio mondiale, non potrà cambiare senza un accordo complessivo con Washington. Questa dichiarazione lega esplicitamente la sicurezza marittima a un'intesa sul nucleare, utilizzando la minaccia latente di interruzioni del traffico come leva negoziale in un momento di totale impasse. Il canale di Hormuz rappresenta da anni un potenziale punto di frizione militare, con ripetute esercitazioni e incidenti che hanno rischiato di innescare un conflitto più ampio. Il fallimento dei colloqui di Islamabad segna un brusco arresto dopo mesi di timidi avvicinamenti, mediati indirettamente da potenze regionali. Le speranze di un disgelo, nate da scambi di prigionieri e segnali di distensione, si sono infrante contro le posizioni inconciliabili delle due parti. Washington insiste per un ritorno integrale dell'Iran agli impegni previsti dall'accordo nucleare del 2015 (JCPOA), abbandonato dall'amministrazione precedente, e per garanzie sul non sviluppo di armi atomiche. Teheran, dal canto suo, chiede la rimozione completa di tutte le sanzioni economiche e garanzie che un futuro presidente americano non possa nuovamente stracciare l'intesa. Le implicazioni di questo stallo vanno ben oltre la questione nucleare. L'instabilità nella regione del Golfo Persico rischia di acuirsi, con ripercussioni immediate...

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Categoria: cronaca