Medio Oriente, Trump annuncia un blocco navale a Hormuz. I Pasdaran minacciano: 'Sarà un vortice mortale'

La mossa di Trump sul petrolio scatena la minaccia dei Pasdaran iraniani. Putin si propone come mediatore dopo il fallimento dei colloqui.

La Casa Bianca annuncia il blocco dello Stretto di Hormuz, i Guardiani della Rivoluzione iraniani promettono una risposta devastante. | Contesto: cronaca

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Contesto

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato l’imposizione di un blocco navale militare nello Stretto di Hormuz, la via d’acqua cruciale per il transito del petrolio dal Golfo Persico. La decisione, comunicata dalla Casa Bianca, arriva a poche ore dalla chiusura senza risultati del round negoziale di Islamabad sul programma nucleare iraniano. La reazione di Teheran non si è fatta attendere: i Pasdaran, i Guardiani della Rivoluzione, hanno definito la mossa un "atto di guerra" e hanno minacciato conseguenze, avvertendo che qualsiasi tentativo di interrompere il traffico marittimo si trasformerà in un "vortice mortale" per le forze americane. L’annuncio segna un’escalation drammatica e senza precedenti nella lunga crisi tra Washington e la Repubblica Islamica. Lo Stretto di Hormuz, largo appena 33 chilometri nel suo punto più stretto, è considerato il chokepoint energetico più importante al mondo, con circa un quinto del petrolio globale che transita ogni giorno attraverso le sue acque. Un blocco effettivo, o anche solo significative perturbazioni, avrebbero ripercussioni immediate sui mercati internazionali del greggio, con probabili picchi dei prezzi e gravi ripercussioni sull’economia globale. La mossa di Trump è direttamente collegata al fallimento dei colloqui diplomatici in Pakistan. Il Segretario di Stato americano, citato nelle dichiarazioni ufficiali, ha sottolineato la totale assenza di impegni da parte della delegazione iraniana riguardo alle richieste di limitazione e verifica del suo programma nucleare. "Da Teheran non è arrivato nessun impegno concreto", ha affermato, delineando un quadro di stallo totale. La posizione americana sembra quindi essere passata, in poche ore, dalla tavola negoziale alla dimostrazione di forza militare. Le autorità iraniane hanno respinto con forza le accuse statunitensi. Un portavoce del ministero degli Esteri ha bollato le richieste avanzate a Islamabad come "irragionevoli" e ha chiarito che, dal punto di vista di Teheran, "non c'è fretta per un nuovo round" di negoziati. Questa dichiarazione, unita alla minaccia dei Pasdaran, dipinge un quadro di contrapposizione frontale. I Guardiani della...

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Categoria: cronaca