Nella crisi dell'informazione emergono reel e meme

Sette italiani su dieci si affidano ai video brevi per informarsi, mentre cresce l’apertura all’intelligenza artificiale: il nuovo volto della crisi dell’informazione secondo il Censis.

Sette italiani su dieci si affidano ai video brevi per informarsi, mentre cresce l’apertura all’intelligenza artificiale: il nuovo volto della crisi dell’informazione secondo il Censis. | Contesto: cronaca

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  • Nella crisi dell'informazione emergono reel e meme

Contesto

ROMA – I reel e i meme stanno ridefinendo il modo in cui gli italiani si tengono informati, segnando un punto di svolta nella crisi dell’informazione. Secondo l’ultimo rapporto del Censis, sette italiani su dieci utilizzano ora video brevi come principale fonte di notizie, mentre il 38% della popolazione si dice pronto a utilizzare l’intelligenza artificiale per ottenere contenuti informativi. Il dato emerge da un’analisi sulle abitudini mediatiche degli italiani, diffusa oggi, che fotografa un paese sempre più orientato verso formati rapidi e sintetici, a scapito dei tradizionali canali di approfondimento. Il fenomeno, secondo gli esperti del Censis, non è solo una moda passeggera ma il riflesso di una trasformazione strutturale. I video brevi, spesso veicolati da piattaforme come social network e app di messaggistica, hanno sostituito in larga parte la lettura di quotidiani, siti web tradizionali e persino telegiornali. Il 70% degli intervistati ha dichiarato di affidarsi a questi contenuti per comprendere l’attualità, con una predilezione per formati della durata inferiore al minuto. Questo cambiamento solleva interrogativi sulla qualità dell’informazione, poiché i video brevi tendono a privilegiare l’impatto emotivo rispetto alla completezza dei dati. Parallelamente, il rapporto registra un’apertura crescente verso l’uso dell’intelligenza artificiale nel processo informativo. Il 38% degli italiani si è detto favorevole a utilizzare strumenti basati sull’IA per ricevere notizie personalizzate o riassunti automatici. La percentuale sale tra i giovani sotto i 30 anni, dove supera il 55%, mentre scende tra gli over 65, fermandosi al 22%. Il Censis sottolinea come questa tendenza possa accelerare ulteriormente la frammentazione delle fonti, con il rischio di creare “bolle informative” dove l’algoritmo seleziona i contenuti in base alle preferenze dell’utente, riducendo l’esposizione a punti di vista diversi. Il contesto è quello di una crisi dell’informazione che il Censis definisce “senza precedenti”. La fiducia nei media tradizionali è ai minimi storici, con solo il 34% degli italiani che dichiara di considerare affidabili i quotidiani cartacei e il 41% la...

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Categoria: cronaca