Neonati sepolti, Chiara Petrolini condannata a 24 anni e tre mesi

Condanna a 24 anni e tre mesi per Chiara Petrolini: la Corte d'Assise di Parma la riconosce colpevole per la morte di due neonati, assolta per un terzo caso.

Condanna a 24 anni e tre mesi per Chiara Petrolini: la Corte d'Assise di Parma la riconosce colpevole per la morte di due neonati, assolta per un terzo caso. | Contesto: cronaca

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  • Neonati sepolti, Chiara Petrolini condannata a 24 anni e tre mesi

Contesto

La Corte d'Assise di Parma ha condannato Chiara Petrolini a 24 anni e tre mesi di reclusione per l'omicidio di due neonati, sepolti in circostanze ancora avvolte nel mistero. La sentenza, emessa al termine di un processo che ha scosso l'opinione pubblica, ha invece assolto la donna dall'accusa relativa a un terzo caso di infanticidio, per il quale non sono emerse prove sufficienti a sostenerne la responsabilità. La decisione dei giudici arriva dopo mesi di udienze e dibattiti accesi, con la Procura che aveva chiesto una pena più severa. Il caso ha avuto origine nel 2022, quando durante alcuni lavori di scavo in un terreno di proprietà della famiglia Petrolini, in provincia di Parma, vennero alla luce i resti di due corpi di neonati. Le indagini, condotte dai carabinieri e coordinate dalla procura locale, portarono rapidamente all'identificazione di Chiara Petrolini, all'epoca trentenne, come madre dei piccoli. Gli esami autoptici e le analisi genetiche confermarono il legame di parentela, mentre le testimonianze dei vicini e dei familiari dipinsero un quadro di isolamento e difficoltà psicologiche. Durante il processo, la difesa ha tentato di dimostrare che la donna non fosse in grado di intendere e di volere al momento dei fatti, chiedendo una perizia psichiatrica che però non ha convinto la Corte. I giudici hanno invece ritenuto che Petrolini agisse con piena consapevolezza, seppur in un contesto di grave disagio emotivo. L'accusa, dal canto suo, ha sottolineato la premeditazione e la crudeltà dei gesti: i neonati sarebbero stati uccisi subito dopo il parto e poi nascosti in buche poco profonde, senza alcun tentativo di chiedere aiuto o di garantire loro cure mediche. La sentenza ha suscitato reazioni contrastanti. Da un lato, i familiari delle vittime e l'associazione a tutela dei minori hanno accolto con sollievo la condanna, parlando di un atto di giustizia necessario. Dall'altro, alcuni osservatori hanno espresso perplessità sull'assoluzione per il terzo omicidio, ritenendo che le prove fossero comunque indicative di un pattern comportamentale. La Procura ha già annunciato che valuterà un eventuale appello, mentre la difesa si è riservata di presentare...

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Categoria: cronaca