Scatta il blocco dello Stretto deciso da Trump. Ghalibaf: 'Gli Usa rimpiangeranno i 4-5 dollari a gallone'- LIVE

Il nuovo premier britannico Starmer prende le distanze dall'azione unilaterale di Washington, mentre Teherana promette ritorsioni sul prezzo del petrolio.

Il nuovo premier britannico Starmer prende le distanze dall'azione unilaterale di Washington, mentre Teherana promette ritorsioni sul prezzo del petrolio. | Contesto: cronaca

Punti chiave

  • Scatta il blocco dello Stretto deciso da Trump. Ghalibaf: 'Gli Usa rimpiangeranno i 4-5 dollari a gallone'- LIVE

Contesto

È scattato il blocco navale dello Stretto di Hormuz, la misura estrema decisa dall'amministrazione Trump per esercitare una pressione senza precedenti sull'Iran. L'azione, annunciata e immediatamente implementata dalle forze navali statunitensi, mira a interrompere il flusso di petrolio e merci attraverso il corridoio marittimo più critico al mondo per gli approvvigionamenti energetici. La mossa arriva in un momento di tensione già acuta nella regione, segnando un'escalation che rischia di trascinare gli attori globali in una crisi aperta. La prima, netta crepa nella risposta occidentale si è manifestata da Londra. Il nuovo Primo Ministro britannico, Keir Starmer, ha dichiarato che il Regno Unito 'non sostiene il blocco navale Usa allo Stretto di Hormuz'. La presa di posizione, arrivata a poche ore dall'inizio dell'operazione, segna una significativa divergenza dalla tradizionale linea atlantista e pone interrogativi sulla coesione della risposta internazionale. L'atteggiamento di Londra potrebbe influenzare altri alleati europei, tradizionalmente cauti su azioni che rischiano di destabilizzare ulteriormente i mercati energetici. Da Teheran, la reazione è stata immediata e minacciosa. Il presidente iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha lanciato un monito diretto agli Stati Uniti, affermando che 'Gli Usa rimpiangeranno i 4-5 dollari a gallone'. La dichiarazione è un'esplicita minaccia di ritorsioni che colpirebbero il costo dell'energia a livello globale, evocando scenari di shock petrolifero. L'Iran ha la capacità di perturbare il traffico marittimo nell'area attraverso mezzi asimmetrici e alleanze regionali, rendendo la minaccia concreta. Il contesto regionale in cui avviene questa mossa è già infiammato dal conflitto a Gaza. Un sondaggio citato dalle agenzie indica che circa due terzi della popolazione israeliana sostiene la prosecuzione della guerra, un dato che suggerisce la lontananza di una soluzione diplomatica. L'azione americana nello Stretto, pur non direttamente collegata a quel fronte, rischia di fondere le crisi regionali in un unico, pericoloso focolaio, complicando ulteriormente qualsiasi tentativo di de-escalation. Le implicazioni economiche...

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Categoria: cronaca