Taylor Swift si brevetta per proteggersi dall'Intelligenza Artificiale

Taylor Swift deposita tre marchi per difendere nome, immagine e voce dall'uso non autorizzato dell'intelligenza artificiale.

Taylor Swift deposita tre marchi per difendere nome, immagine e voce dall'uso non autorizzato dell'intelligenza artificiale. | Contesto: cronaca

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  • Taylor Swift si brevetta per proteggersi dall'Intelligenza Artificiale

Contesto

La popstar Taylor Swift ha depositato tre richieste di marchio per proteggere il proprio nome, la propria immagine e la propria voce dall'uso non autorizzato da parte di sistemi di intelligenza artificiale. L'iniziativa, resa nota nelle scorse ore, segue l'esempio dell'attore Matthew McConaughey, che ha recentemente adottato misure simili per tutelare la propria identità digitale. Le domande di registrazione, presentate presso l'Ufficio brevetti e marchi degli Stati Uniti, coprono l'utilizzo del nome 'Taylor Swift' e dei termini associati alla sua figura pubblica in prodotti e servizi legati all'IA. La mossa arriva in un momento in cui la tecnologia di clonazione vocale e di generazione di immagini realistiche sta sollevando crescenti preoccupazioni tra artisti e celebrità, esposti al rischio di vedere la propria identità sfruttata senza consenso per scopi commerciali o fraudolenti. Secondo fonti vicine alla cantante, la decisione è stata motivata da episodi sempre più frequenti di deepfake e di contenuti generati artificialmente che ritraggono Swift in situazioni mai verificatesi. Il fenomeno, già denunciato da diverse associazioni di categoria, mette in luce una lacuna normativa: le leggi attuali, in molti paesi, non offrono una protezione sufficiente contro l'uso non autorizzato dell'immagine e della voce attraverso l'intelligenza artificiale. L'iniziativa di Swift si inserisce in un trend più ampio. Negli ultimi mesi, diversi volti noti dello spettacolo e della cultura hanno avviato pratiche legali simili, cercando di anticipare possibili abusi. McConaughey, in particolare, ha registrato il proprio nome e la propria voce come marchio lo scorso anno, creando un precedente che ora viene seguito da altri artisti. Gli esperti legali sottolineano che, sebbene il deposito di un marchio non sia una soluzione definitiva, rappresenta un importante strumento deterrente e facilita eventuali azioni legali future. Il caso solleva interrogativi più ampi sul rapporto tra creatività, diritti d'autore e nuove tecnologie. Mentre l'industria musicale cerca di adattarsi a un panorama in rapida evoluzione, la protezione dell'identità artistica diventa una priorità. La mossa di...

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Categoria: cronaca