Trump blocca i porti iraniani: "Elimineremo chi si avvicina". Bbc, la prima nave attraversa Hormuz

La mossa di Washington chiude lo stretto di Hormuz, mentre la BBC segnala il primo transito. Trump: "Teheran ci ha contattati per trattare".

La mossa di Washington chiude lo stretto di Hormuz, mentre la BBC segnala il primo transito. Trump: "Teheran ci ha contattati per trattare". | Contesto: cronaca

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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha ordinato il blocco navale dei porti iraniani, dichiarando che le forze americane "elimineranno" qualsiasi unità che tenti di avvicinarsi. L'annuncio, che di fatto chiude al traffico marittimo lo strategico stretto di Hormuz, è giunto in contemporanea con la notizia, riportata dalla BBC, del primo transito di una nave mercantile attraverso il braccio di mare dopo l'inizio della crisi. La mossa segna un'escalation senza precedenti nella tensione già altissima tra Washington e Teheran, trasformando una minaccia verbale in un'operazione militare attiva e dispiegata. Lo spiegamento iniziale coinvolge una flotta di almeno quindici unità della Marina statunitense, posizionate per interdire l'accesso alle principali infrastrutture portuali iraniane sul Golfo Persico. La decisione arriva dopo settimane di schermaglie diplomatiche e incidenti navali minori, ma rappresenta un salto di qualità pericolosissimo. Controllare Hormuz significa controllare il passaggio di circa un quinto del petrolio greggio mondiale, con implicazioni immediate per i mercati energetici globali e l'economia internazionale. L'Iran ha sempre considerato la capacità di minacciare la chiusura dello stretto come la sua principale carta di ritorsione contro le sanzioni occidentali. Ora, è Washington a esercitare quel controllo in maniera unilaterale e militare, ribaltando gli equilibri di deterrenza nella regione e mettendo a rischio la libertà di navigazione sancita dal diritto internazionale. Nel suo annuncio, Trump ha però lasciato aperto uno spiraglio inaspettato, affermando: "Ci hanno chiamato, vogliono un accordo". Questa dichiarazione, non confermata da fonti iraniane, introduce un elemento di ambiguità strategica. Da un lato, la pressione militare è massima e senza precedenti recenti; dall'altro, il presidente americano suggerisce che proprio questa pressione estrema stia producendo l'effetto desiderato, spingendo Teheran a riaprire i negoziati. È la classica strategia della "massima pressione" portata al suo estremo logico, dove la minaccia di un conflitto aperto diventa lo strumento per costringere l'avversario al tavolo delle trattative. La...

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Categoria: cronaca