Trump: 'Più che possibile un accordo con Iran entro aprile'. Teheran: 'Ok al dialogo ma no alla sottomissione'

Trump annuncia un possibile accordo con Teheran entro aprile, mentre l'Iran accetta il dialogo ma rifiuta qualsiasi imposizione.

Trump annuncia un possibile accordo con Teheran entro aprile, mentre l'Iran accetta il dialogo ma rifiuta qualsiasi imposizione. | Contesto: cronaca

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  • Trump: 'Più che possibile un accordo con Iran entro aprile'. Teheran: 'Ok al dialogo ma no alla sottomissione'

Contesto

In una dichiarazione che ha immediatamente catturato l'attenzione della comunità internazionale, l'ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che è "più che possibile" raggiungere un accordo con l'Iran entro il prossimo mese di aprile. L'annuncio, che arriva nel contesto di una prolungata e complessa crisi diplomatica, è stato accompagnato dall'osservazione dello stesso Trump secondo cui "la guerra in Iran è quasi finita". Contemporaneamente, fonti di intelligence marittima hanno confermato che otto petroliere hanno obbedito a un ordine delle autorità statunitensi di invertire la rotta, un segnale tangibile delle pressioni in atto. La reazione di Teheran non si è fatta attendere, con fonti ufficiali iraniane che hanno dichiarato la disponibilità al dialogo ma hanno categoricamente escluso qualsiasi forma di sottomissione a diktat esterni. Le parole di Trump riaccendono i riflettori su uno dei dossier di politica estera più spinosi degli ultimi anni. La possibilità di un accordo in tempi così brevi, appena un paio di mesi, rappresenta un'accelerazione inaspettata rispetto ai negoziati spesso stagnanti e alle reciproche accuse che hanno caratterizzato i rapporti tra Washington e Teheran. L'affermazione sulla guerra che volge al termine sembra riferirsi non a un conflitto armato convenzionale in corso, ma piuttosto alla fase di massima tensione e guerra economica, segnata da sanzioni e provocazioni. L'episodio delle otto petroliere che cambiano direzione su ordine USA illustra concretamente il tipo di pressioni, in questo caso sul vitale settore energetico, utilizzate per costringere la controparte al tavolo delle trattative. Lo scenario di fondo è quello creato dal precedente accordo sul nucleare iraniano, il JCPOA, dal quale l'amministrazione Trump si ritirò unilateralmente nel 2018, rimpiazzandolo con una politica di "massima pressione". Quel ritiro ha innescato una spirale di violazioni progressive da parte dell'Iran dei limiti imposti al suo programma nucleare e una serie di incidenti destabilizzanti nello Stretto di Hormuz. La nuova amministrazione USA aveva espresso l'intenzione di tornare a negoziare, ma i percorsi e i tempi erano rimasti...

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Categoria: cronaca